17 dicembre 2011
Postmodernità
Per parlare male della grammatica si è costretti in ogni caso a usare le regole della grammatica. Altrettanto vale a livelli superiori per la logica e la verità. Chi disprezza la logica usa argomenti logici e chi sminuisce la verità lo fa con un discorso che pretende venga accettato come vero.
Vero in base a che criterio? Se non vale il principio di verità si è costretti a ricorrere a quello di autorità. Il card. Martini parla bene ed è un grande personaggio.
"Vivere secondo ragione" era l'ideale classico su cui si innestò l'annuncio cristiano di Cristo Logos di Dio. Il rifiuto del ragionamento discorsivo da parte del mondo post-moderno significa una sola cosa: stiamo tornano selvaggi, selvaggi con il telefonino.
Sappiamo che i conquistadores dagli indigeni ottenevano oro in cambio di perle di vetro. E noi? Venderemo emozioni in cambio di assenso? Un "Che bello" in cambio di "Mi va bene"? Che cosa faremo accettare? Se non annunciamo una notizia di verità, ci fermiamo ad una autorità, la nostra. Essa potrà anche venire da fuori (da Cristo), ma se non viene spiegata, resta una magia.
Si dice che incontrare una condizione siffatta è un'occasione. Dopo un incidente, limitatamente al danno subito, è tutto da rifare. Che grande occasione!
Attualmente dobbiamo insegnare alla gente a ragionare dopo aver loro fornito le notizie giuste. Parlare a generazioni cresciute vedendo "I Cesaroni" e "I Soliti Idioti" è certo una sfida, ma a mio avviso c'è poco di che rallegrarsi, sarebbe come rallegrarci degli incidenti.
Dopo avere abdicato alla logica e alla verità forse un giorno saremo costretti a comprarla di seconda mano da altri, un po' come per la retorica che ora non si studia più nei Seminari, ma che ci ritroviamo ogni giorno in casa, irriconoscibile ai più, nella pubblicità.
09:56 Scritto da: danimura65 in Teologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook

Scrivi un commento